Gambling
Un paese è famoso in Europa per il gambling. Pensiamo allora ad un paese disperato, con i cittadini condannati alla miseria e bambini abbandonati per la mania al gioco dei genitori che preferiscono giocare piuttosto che prendersi cura dei figli.
Questo paese di disperati si chiama Monaco. Il paese ha avuto un casinò a Montecarlo (Société des Bains de Mer) sin dalla fine del 19mo secolo e oggi casinò e slot machines portano il 4% della ricchezza.
Un altro paese di maniaci disperati è la Svizzera. Ad Aprile 2000 una legge ha stabilito che è possibile giocare online senza limiti di puntate. Da allora il paese non è crollato, anzi. Questi sono solo esempi di due paesi in Europa che hanno regolarizzato il gambling e non hanno riscontrato problemi di sorta. Seguendo questi esempi altri paesi si stanno muovendo a favore del gambling. La Slovenia è uno di questi con soli 12 Casinos ma ben 5 controllati da HIT un consorzio tra pubblico e privato che sviluppa le resorts con casinò nel paese.
In UK il governo ha introdotto il Gambling Act nel 2005. L’impatto della legge è stato tale che ora l’industria impiega ben 100,000 persone ed il governo ha guadagnato 1,9 miliardi di sterline.
Ovviamente ci sono anche degli aspetti negativi, ci saranno sempre vincitori e sconfitti. Teniamo presente che in UK circa 30,000 milioni di persone giocano e solo tra le 275,000 e 325,000 ha problemi legati al gioco compulsivo. Perchè allora si dovrebbero chiudere le porte a tutti per risolvere i problemi di pochi?
Come già segnalato in questo articolo il gioco online è un passatempo
le persone devono superare i problemi per conto loro, non aiutiamo se diciamo che hanno un gene e sono dei malati incurabili oppure prendiamo delle decisioni al loro posto
Comunque anche in caso di ban i gamblers più incalliti troverebbero il modo di giocare senza che lo stato ed i cittadini possano beneficiarne. Il Gioco è un divertimento per milioni di persone, gli stati incassano e possono investire per prevenire i problemi della minoranza di giocatori con seri problemi di addiction. Che senso avrebbe allora vietare il gioco a tutti per cercare di risolvere i problemi di pochi?
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